20/05/2012, h 18:18. Si realizza un sogno comunitario.

20/05/2012, XXX di campionato   

20/05/2012 I giocatori biancoverdi trionfanti per le strade del Paese

20/05/2012, Carpineto Romano (Rm). I giocatori biancoverdi trionfanti per le strade del Paese

SSD SEMPREVISA – Atletico Anagni Calcio 7 – 0 

Dalle 18,18, minuto più minuto meno, la Semprevisa di Carpineto Romano è ufficialmente in Promozione. O meglio: siamo in Promozione. Un Paese in una maglia, ecco quello che siamo. Alla grande attesa (16 anni senza salire di categoria) è corrisposta la  grande festa. Già dalle 15,30 il “Galeotti” preso d’assalto da centinaia di tifosi, che hanno provveduto a cucire addosso  al nostro antico rifugio un bellissimo abito biancoverde, di quelli che – appunto – richiedono i grandi appuntamenti. Coreografia essenziale, state a sentire: nel cuore della gradinata i bambini sventolano tanti palloncini verdi, appena sotto di loro stazionano i più grandi che sorreggono uno striscione su cui campeggia la scritta verde su sfondo bianco “Promozione… grazie ragazzi”, mentre chi sta più in alto sostiene quattro giganteschi numeri, che messi in fila sono l’anno di nascita della società: 1931. Uno spettacolo non solo per il colpo d’occhio, ma soprattutto perché in quel messaggio c’è racchiusa tutta la nostra storia. Prima della gara, sul campo le squadre del settore giovanile con i più piccoli che correndo agitano un grande drappo a scacchi biancoverdi. Il senso di quell’immagine: la Semprevisa tenuta in mano dal nostro futuro. Solo dopo vengono i gol,  il vino i sorrisi ininterrotti, ore di gioia purissima.  Continua a leggere…

Finalmente è Promozione. Un Paese in delirio per l’impresa.

21/05/2012, XXX di campionato   

Campo “L. Galeotti”, la Semprevisa festeggia il ritorno in Promozione

SSD SEMPREVISA – Atletico Anagni 7 – 0

Dovrei scrivere la cronaca, ma per una volta credo non sia questa la priorità. Sono stato dentro la festa biancoverde della Semprevisa – e dentro sento ancora di esserci immerso – che con la scusa del pallone e di un campionato vinto 17 anni dall’ultima volta s’è unita sotto una bandiera. Prima al “Galeotti” bello e gremito come da tempo non si vedeva per una partita di calcio, poi in strada in coloratissimi caroselli, infine a cena al “Faggio”, lo stesso locale che ospitava i ritiri dei nostri nonni e papà quando giocavano: squadra e tifosi, ci siamo emozionati divertendoci, che non so quanto capiti spesso e in maniera piena nella vita. E adesso scusate se parlo in prima persona, ma voglio dirlo: mi sento privilegiato ad aver respirato, condiviso, temuto – dalla preparazione di agosto all’ebbrezza di ieri – la stessa aria, gli stessi spazi, le stesse preoccupazioni di una squadra splendida. Tutti i ragazzi, nessuno escluso, mi hanno fatto sentire parte del gruppo, uno di loro come si dice, anche se io non ho mai fatto parte della squadra, pur avendo avuto il grande piacere di essermici allenato per mesi. In trenta cronache ho parlato di loro sul campo e dell’impresa che hanno firmato correndo a perdifiato fino all’ultimo secondo, ma ora basta. È arrivato il momento di citarli uno ad uno. Il palcoscenico è tutto per loro.

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Scritta un’altra pagina. Manca adesso il lieto fine.

13/05/2012, XXIX di campionato 

Ssd Aquino – SSD SEMPREVISA 0 – 3

La Ford Focus station-wagon che imbocca il casello di Anagni in direzione Napoli alle 15:10 tracima di passione. L’abitano cinque passeggeri, di cui tre che da un po’ hanno superato gli “anta” e altri due che s’apprestano a varcare gli “enta”. Non  sono lì per lavoro, non sono in gita, non vanno dai parenti. Più semplicemente seguono la trasferta della squadra del paese natio: la Sempreviva di Carpineto Romano. Continua a leggere…

A due passi dal traguardo. Ancora uno sforzo e sarà gloria.

06/05/2012, XXVIII di campionato

SSD SEMPREVISA – Sant’Ambrogio Calcio 2 – 0  

Solo tre giorni fa, il sessantatreesimo anniversario della tragedia di Superga. Era il Grande Torino di  “Bacigalupo, Ballarin, Maroso, Grezar , Rigamonti, Castigliano, Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola”. Questa  cronaca di Dino Buzzati per il  Corsera chiede di non dimenticare.

“Torino 4 maggio 1949 notte – nebbia, pioggia, vento, silenzio laddove 6 ore fa si è sfracellato l’aeroplano che riportava a Torino la più bella squadra di calcio d’Italia. Un pallido, rossastro riverbero illumina ancora palpitando le muraglie della Basilica di Superga. Un pneumatico dell’apparecchio sta ancora bruciando, ma la fiamma cede, tra poco sarà completamente buio. Lo spaventoso disastro è successo alle 17:05. Superga era avvolta in una fitta nebbia. A 30 metri non si vedeva niente. Nella sua stanza al primo piano della basilica il cappellano del tempio, prof. Don Tancredi Ricca stava leggendo. La pioggia, una impetuosa pioggia quasi da temporale scintillava scrosciano contro i vetri. Dal silenzio usciva poco a poco un rombo. Continua a leggere…

Vivendo e cantando. Forza Visa, ora e sempre.

29/04/2012, XXVII di campionato

SSD SEMPREVISA – Sant’Elia Fiumerapido 3 – 1

Eppure è da riprovare. Guardare la partita – a distanza di anni dall’ultima volta – dalla fu Curva Capreo ( il nome è ripreso dal Monte che sorge  alle spalle del “Galeotti”) ha avuto un particolare fascino. Non tanto per la visuale  – che anche dalla tribuna non è niente male – ma per tutt’altro ordine di fattore: decenni fa questa era la sede del tifo paesano più passionale, dove un’imponente schiera di uomini, tutt’insieme come un’unica cosa, partecipavano attivamente alla gara. Quelle sentinelle spingevano i biancoverdi all’attacco quando la Visa attaccava verso la porta che dà sull’ingresso del campo, oppure chiamavano a sé i propri eroi in calzoncini se questi offendevano verso la curva stessa. Una spinta o un traino, di fattto, a seconda della metà campo che di volta in volta i biancoverdi occupavano. Ecco, ieri spontaneamente in almeno cinquanta ci siamo posizionati su quell’antica vedetta: da lì lo stupendo colpo d’occhio del campo, dei giocatori che lo riempiono, ma anche della tribuna affollata, se volgendo lo sguardo alla nostra destra; del cimitero, se spingendolo più in avanti; della torre, se alzando gli occhi verso l’alto. Praticamente, una splendida cartolina del Paese. Continua a leggere…
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